Le filiere aiutano il Biologico a crescere PDF Stampa E-mail

Di Lino Nori (Pres. Consorzio Biologico) e Filippo Piredda (Ufficio Stampa CCPB) 

In queste news offriamo ai lettori un quadro della situazione del biologico in Italia. Ne parliamo con Lino Nori, presidente di Consorzio il Biologico.
Veniamo da una serie di annate di crescita, anzi di impennata, per i consumi del biologico, in tutto il mondo, e in Italia. La domanda è: Cosa succede ora? 
Produzione, consumi, numero di persone e famiglie che acquistano regolarmente prodotti biologici aumentano di anno in anno. 
Dei numeri in dettaglio ne parla già Fabrizio Piva nel suo articolo. 
Cosa succede ora è molto semplice: se la domanda cresce in questo modo, l’offerta deve seguirla, anzi anticiparla. Quindi la produzione deve espandersi e diffondersi.
E deve farlo subito, per tre motivi. ll primo è che la materia prima deve essere italiana. 
Non per campanilismo, ma perché l’Italia è di gran lunga il primo paese esportatore di bio: se vuole tenere alta la sua qualità e la sua fama il Made in Italy deve essere italiano. Secondo motivo è che il biologico crea valore: una filiera agricola trova nel bio uno straordinario strumento dì valorizzazione, di cui l’agricoltura convenzionale non può godere. 
In ultimo, ma non meno importante: dove c'è abbondanza di materia prima, c'è meno rischio di frodi.  Finora i casi, isolati, sono spesso imputabili alla difficoltà di reperire forniture sufficientemente tracciabili e sicure.
I motivi sono chiari. Ma come si fa a metterli in pratica? Da dove si deve partire?
Dalle filiere, naturalmente. 
Le aziende che vogliono entrare nel biologico hanno bisogno di impegni e investimenti di lungo periodo, che solo un accordo di filiera può garantire. 
Continuità, fiducia acquistano cosi un valore economico e relazionale senza pari: con le filiere che funzionano prezzi e rapporti sono più equi e più solidi e i prodotti e le materie prime, sono più tracciabili.
In uno scenario di questo tipo che ruolo può avere il Consorzio?
ll Consorzio, come ente associativo di produttori, ha sempre cercato di favorire accordi di questo genere. Mettere insieme soggetti diversi è un po' quello che facciamo quando organizziamo esposizioni collettive alle fiere. 
Anche per questo SANA 2016 avremo una ventina di aziende tra padiglione alimentare e cosmesi, tre convegni di cui uno proprio dedicato a una delle filiere più importanti del bio, quella dell’ortofrutta.

 

Foto Sx.: Lino NORI - Presidente Consorzio Bioexport
Foto Dx.: Filippo PIREDDA - Uff. Stampa CCPB